Italian poem
Premio, che a ben amarti il cor conforte
by Pompeo Figari (1650–1730)
Premio, che a ben amarti il cor conforte, Il promesso non è regno superno: E non è solo il sì temuto Inferno, Che di offenderti, o Dio, timor mi apporte. Tu mi muovi, o mio Dio, mi muove il forte Duolo, onde affisso e lacero ti scerno Su quella croce, muovemi il tuo scherno, Muovonmi le tue piaghe e la tua morte. Muovemi al fine il tuo sì grande amore: Sicchè amor senza Cielo in me pur fora, Fora ancor senza Inferno in me timore. Speme di dono alcun non m’innamora; Che, ciò che spera non sperando, il cuore Tanto ti adorerìa quanto t’adora.