Italian poem
Il giorno avesse io mille marchi d'oro
by Rustico Filippi (1300–1300)
Il giorno avesse io mille marchi d’oro, che la Dianuzza fia contessa Diana, e sanza grande isfólgor di tesoro: e non cavaleressa né cattana! È fermo piú, che ’l genovese moro, lo detto di Cristofano in Toscana; e poi appresso, sanza gran dimoro, farem, de l’altra, orrevol marchisciana. Fra gli altri partiremo li casati: Donati ed Adimar sian del Capraccia; di Donaton, Tosinghi e Giandonati. Se piú ve n’ha, che non sian maritati, dean la parola lá, ove piú lor piaccia: e, se rilievo v’ha, sia degli Abati.