Italian poem
L'affanno e 'l gran dolor, ch'io meco porto
by Rustico Filippi (1300–1300)
L’affanno e ’l gran dolor, ch’io meco porto, mi dovria mille fiate avere auciso; ma, per la dismisura, non son morto: ché men dolor m’avria morto e conquiso. Ch’io son degli smarruti capo e porto, si come d’ogni gioia paradiso; adunque, chi ha pena e disconforto con meco in nullo logo sia commiso. Per ch’io voglio esser de l’altrui mal miro, e voglio a ciaschedun dar guerisgione, veggendo lo mio pianto e lo sospiro. Non avran mai dolor né pensasgione, tant’è lo male, ch’io con meco tiro: per che di meo morir non è stasgione.