Italian poem
Io non auso rizzar, chiarita spera
by Rustico Filippi (1300–1300)
Io non auso rizzar, chiarita spera, inver’voi gli occhi, tant’ho gelosia; e feremi nel viso vostra spera, e gli occhi abbasso e non so lá, ove sia. Oi amorosa ed avvenante céra, non mi tardate la speranza mia: ch’ad onta de la gente malparliera, mi riterrete in vostra segnoria. Deo, come son lontan dal me’ pensiero li falsi e li noiosi maldicenti, ché lá non volgo l’arco, ov’eo ne fero! Ma tuttavia mi fan soffrir tormenti: ché spesso l’amoroso viso clero s’asconde per li falsi parlamenti.