Italian poem
Le mie fanciulle gridano a vivanda
by Rustico Filippi (1300–1300)
Le mie fanciulle gridano a vivanda, e non finaro sera né mattino; e stanno tutte spesso in far domanda: — Or non è vivo messere Ugolino? — Però ciascuna a voi si raccomanda; ed in ischiera v’è Lippo e Cantino, che non temon che lor botte si spanda, ché, s’han del pane, il pozzo è lor vicino. Ond’io vi priego ancor, ché la speranza daria per men di due fiorili lo staio; ma le ’mpromesse attendo ad abbondanza. Clra me penna non vai né calamaio, né me’ venir né far far ricordanza, néd esser ricco piú, che Min di Ciaio.