Italian poem
Sonetto
Sorella, dolce riguardare il chiostro che le vestite d’umiltà rinchiude, oggi che aprile giovinetto illude soavemente ogni martirio nostro!
E caro m’è pensar dov’io mi prostro Gesù trafitto per le membra ignude e ancor vorrei peregrinare in rude saio e domar mie carni a più d’un rostro.
Vorrei morirmi di melanconia, vedovo di un desiderio, solo, con l’altissimo sogno che mi tiene,
e le anime, sorelle in questa mia doglia infinita di levarmi a volo, dissetare col sangue delle vene.