Versos Italian Ugo Foscolo Lettera X

Italian poem

Lettera X

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Era l’ora che il sol (poiché la notte fugge, e lei seguon le fredde ombre e gli astri) delle nugole straccia il fosco velo e piú bella nel ciel mostra la fronte, che tutto allegra del suo riso il mondo. Lieti allora i fioretti alzano il capo dalla brina chinato, e cristalline fan contro il sole tremolar le perle, di che tutti van carchi e rugiadosi: rasciugano coll’ale i zefiretti l’umor soverchio all’erbe e agli arboscelli; e tra il rumor, che dolce in un confuso fan le selve, gli augei, gli armenti, i rivi, dalle valli e dai monti invia la terra al raggio, che l’avviva, il suo profumo, e tutta esulta di piacer natura.

quel grande, alla cui fama è angusto il mondo, per cui Laura ebbe in terra onor celesti.

Prezioso diaspro, agata ed oro fôran debito fregio e appena degno di rivestir sì nobile tesoro. Ma no. Tomba fregiar d’uom ch’ebbe regno vuolsi, e por gemme ove disdice alloro: qui basta il nome di quel divo ingegno.

... giá stanche in occidente piegava il sol le rote, e, raccogliendo dalle cose i colori, all’inimica notte del mondo concedea la cura. Ed ella, del regai suo velo eterno spiegando il lembo, raccendea negli astri la morta luce, e la spegnea ne’ fiori.