Italian poem
A Colui che non è venuto
by Ada Negri (1870–1945)
Io t’aspettavo, fin dal giorno in cui di fiorire m’accorsi all’improvviso, primula in marzo. E venne uno, con viso dolce. Ma io mi dissi: Non è lui.
Pioggia e sol, spine e rose, fieno e paglia m’apportarono gli anni. Anche l’amore. Non te!... Qualcun ti assomigliò, che il cuore aggrovigliar mi seppe in gemmea maglia:
ed io mi persi a capofitto, giù, col desiderio folle d’annientarmi tra forti braccia che potean spezzarmi come la creta. — Ma non eri tu. —
Così, polvere e cenere divenne ciò ch’io toccai. Seccarono le polle. Avvizzirono i tralci e le corolle, e morte, in vita, in suo poter mi tenne.
Tu, nato troppo presto o troppo tardi, per me creato ed a me occulto, solo perch’io son sola, indifferente al volo degli anni, se nel tuo deserto guardi!...
Tu, che m’avresti avuta come il mare ha l’onda, uguale a te ma in te perduta, e nel dominio avvolgitor veduta a somiglianza tua trasfigurare!...
Non venisti, non vieni, non t’attendo più. Domani morirò. La vita ha fretta, non vedi?... Appena schiusa, appena detta una parola, fugge, impallidendo,
quasi colpita da terror.... — Ma forse di là. nell’ombra ove uno spirto tocca l’altro in silenzio, io troverò la bocca che solo in sogno la mia bocca morse.