Italian poem
A Marie Bashkirtseff
by Ada Negri (1870–1945)
Da l'ampia tela, ammaliante e fisso Mi persegue il tuo sguardo; e a sè m'attira Come bocca d'abisso.
Sotto la chioma d'ôr fina e fluente Sei tutta bianca, e le rosate nari Vibran nervosamente:
Dice il labbro serrato: «Io penso e voglio:» Dice la fronte non curvata mai: «Io nacqui al lauro e al soglio.»
.... Senti. È ver che sei morta, o bionda Slava, Che tesori d'ingegno a noi portasti Dai ghiacci di Poltawa;
Che nel silenzio de le tristi nevi Come rosa sbocciasti, e inconsumata Sete di gloria avevi?...
Del genio coll'ignoto a te la guerra; A te la fantasia che tutto sfiora, E irruendo si sferra;
A te la melodia che ha preci e schianti. Che parla, erompe, impreca e si contorce Su le corde pulsanti;
A te la tela ove gioia e dolore, E carne e sole ed anima diventa Lo sprazzo del colore.
Che trionfo di vita e di baldanza. Quanta grandezza in te, quanto futuro, Che soffio di speranza!...
Fiore di landa fra le nevi aperto, Tu sognavi, sul verde agile stelo, I cieli del deserto:
Gracil patrizia, tu gli abeti foschi Sospiravi de l'Alpe, il mar di spuma, La libertà dei boschi.
.... Or di te che rimane, o battagliera Figlia de l'Arte?... Una ferrata cassa Sotto la terra nera;
Su la cassa una croce esposta ai venti; Dentro, fra i vermi, il tuo teschio che ride, Ride, mostrando i denti.
*
.... Null'altro?...--Calma senza fine grava Nella notte, dintorno.--Io su la tela Ti miro, o bionda Slava.
Il cangiante tuo sguardo m'incatena: Qualchecosa di te m'entra nel core, E tutta m'avvelena.
Una elettrica forza si sprigiona Dalla regal tua forma--e mi serpeggia Per tutta la persona;
Ed io mi sento te.--Del martellante Desìo d'ignoto che il tuo sen minava Sento l'alito ansante.
Sento l'innata facoltà che crea; Sento pulsar nel cérebro l'acuta Vertigin dell'idea.
Vedo la morte rotear da lunge Già guatando il mio capo; algida larva S'appressa e mi raggiunge;
Come in te, tutto stralcia e tutto annienta. Cala il corvo a gracchiar su la rovina: Fuma la torcia spenta.
Nulla dunque di noi, nulla più resta?... Io lancio a te l'angoscïoso grido Dell'anima in tempesta.
Ma la terra non sa, Dio non risponde!... Ne l'infinito il gemito s'inghiotte Come sasso ne l'onde.
Mentre su i dubbi de l'ignare genti, O trapassata, il teschio tuo sorride Mostrando i tersi denti,
Del tuo spirto la vivida scintilla Ne l'esser mio che morirà tra poco Penètra, arde e sfavilla.