Versos Italian Ada Negri Il Pozzo Abbandonato

Italian poem

Il Pozzo Abbandonato

by (1870–1945)

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In fondo al pozzo abbandonato è notte. Muffe rampanti, viscidi licheni bacian, con bocche gonfie di veleni, la scabra pietra e l'ime acque corrotte.

Non stridìo di carrucola, non rostro gaio, reggente a grossa corda il secchio che, grondando, risalga, a glauco specchio del sole. L'acqua, in fondo, è come inchiostro.

Vive di sè, della tenace polla che, dal concavo sasso in sue perenni forze fluendo, il sonno dei millenni rompe con qualche pullular di bolla.

Più non ricorda che una bocca umana di lei godette, in lei languì, rinacque dal refrigerio limpido dell'acque quale un bel frutto rosso.--Oh, gioia vana

ormai, sgorgar da chiara tazza agli avidi aperti labbri, all'arse fauci, ai vivi moti del cuore, in schietti sorsi, in rivi di freschezza, in rigurgiti soavi!...

Sol ritrova sua vita e sua fortuna se, cinta d'astri come d'una rete di gemme, il volto pallido per sete specchi entro il pozzo, alta nel ciel, la luna.

Allor ne l'acqua è un'ansia, un brividìo trepido, un riso d'èstasi, un gorgoglio appassionato, un impeto d'orgoglio che la solleva dal malvagio oblìo:

fino alle scaturigini traluce di perle in danza, al magico fulgore: in ogni guizzo, in ogni goccia amore palpita; ed acqua più non è; ma luce.

.... Così, così, dal pozzo che scavasti tu stessa, anima mia, per esser morta pria di morire, e dove stagni, assorta nella rinunzia d'ogni ben che amasti,

ti svegli, tutta in fremito, di schianto, nell'inganno d'un sogno; e in quel bagliore sommersa, torni luce e torni amore, trasfigurata dal sereno incanto.