Versos Italian Ada Negri Il Fanale Nel Vicolo

Italian poem

Il Fanale Nel Vicolo

by (1870–1945)

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Esso vide stanotte Anna Malpenga, chiamata in basso gergo la Cerbiatta, stringersi al muro, sospettosa e piatta, come attendendo in ansia un che non venga.

L'uomo uscir dalle tenebre, in berretto a visïera sul volto a triangolo, vide; e gettarle, ambiguo, un pacco, e all'angolo sparire. Ella tornò, le braccia al petto.

Tornò, guardinga, l'occhio a spia, fondendo il corpo all'ombra, stretta nel suo scialle, tratto tratto guardandosi alle spalle, tutta nel suo terror rabbrividendo.

E quando entrò nell'orbita rossigna, la denunziò il fanale:--Porti sangue, Anna.--Ma il guizzo tortile d'un angue ebbe, fuggendo, la donna serpigna.

Ed esso attese, in vana guardia, l'alba che, fredda, sporca, sulla roggia lebbra dei muri vacillando al par d'un'ebbra, pose, presso alla sua, la faccia scialba.

*

Un'altra notte vide Irma la Rossa, --che mostra sullo zigomo sinistro due sfregi in croce, e due sbaffi di bistro sotto le occhiaie che l'insonnia infossa,--

paurosa accosciarsi sui ginocchi a una soglia di bettola, se alcuno uscisse e la chiamasse....--ma nessuno si volse al ploro dei terribili occhi.

E a poco a poco ella s'addormentò, col viso in grembo. E lungo e lunge, muto e scalzo, fra le braccia di velluto sorreggendola, il Sonno la portò.

Dove?... Un villaggio, un campo, un ciglio verde di canale, una bimba a lavar panni, e silenzio, silenzio. Ed anni ed anni persi nel tempo, ed ella anche si perde....

.... Ma sussulta. Il fanale è presso a morte nel primo sole. Trepida, la nottola urta al muro, e dilegua senza motto, mentre al giorno la vita apre le porte.

*

Udì pure il fanale (quattro tocchi battevano alla torre di Maria) una voce cantar; ma così pia, così dolce, da mettersi a ginocchi.

E riconobbe il canto di Fiorella, che fu tant'anni in carcere. Serena e fioca,--«Ave,--diceva--o Gratia Plena, che poggi il piè sulla più alta stella.»

Il bimbo delle sue carni corrose dal vizio altrui, così, sur un saccone, cullava; e la materna passïone trasfigurava le parole in rose.

L'ascoltavano gli usci acchiavacciati, le cieche imposte, il lastrico. E il fanale fiamma divenne, accesa a un immortale altar, ritto fra l'ombre dei peccati.

Tacque la voce e ritornò il mattino, tutto bianco di neve ancor del cielo, ancora intatta. Ed il fanal fu stelo di giglio in un albór quasi divino.