Versos Italian Ada Negri Il Mistero

Italian poem

Il Mistero

by (1870–1945)

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O generata per mirar la gioia negli occhi, e far ghirlande di giunchiglie, passando in danza fra le maraviglie dolcissime d'un maggio che non muoia:

o tu che porti in te la giovinezza di tutti i rivi, e pur ti godi a bere ad ogni fonte che ti dia piacere, ad ogni raggio che ti dia bellezza:

stupefatta io ti guardo, e mi domando chi sei: nè più ricordo il mio supplizio nel procrearti, e il lungo sacrifizio de' miei begli anni, in te sola vibrando.

Nulla ricordo. Ora potrei nel gorgo sparire: nulla più t'è necessario da me: nel getto pieno e statuario del tuo fiorire il tuo destino io scorgo.

Ah, potess'io pensar che da una scorza d'albero, gaia boschereccia ninfa, balzata fossi, e avessi in te la linfa di quel tronco, e la sua virginea forza!...

Balzata fossi dagli oceani immensi, vestita d'alghe, satura di sale!... Ma il peccato d'origine, il mortale peso del sangue incarcera i tuoi sensi.

Sei nuova, e pure in te fremono i mondi: vita io ti diedi, e pur mi sei straniera: penetrarti vorrei, ma tu di fiera semplice grazia il tuo mister circondi.

E vai,--nè io ti seguo, poi che l'ombra mi tiene.--Ma se il mal, belva in agguato, t'abbrancasse, ben io saprei d'un fiato farmi, per te salvar, la strada sgombra:

non sarei che un istinto, un cieco istinto carnale, armato a tua sola difesa: nè cederei, nè lascerei la presa selvaggia, fino a quando avessi vinto.