Italian poem
Il Minuto
by Ada Negri (1870–1945)
Minuto che passi fuggendo, veloce pulsante fra il cielo e la terra fiorita, minuto che passi, fermare nel ritmo sonante io voglio la breve tua vita.
Io fragile donna con gesto d'amor ti conquido, ti strappo a la notte d'oblìo: rapito a la corsa del tempo, nel bronzo t'incido: sei bello, sei vinto, sei mio.
E sento vibrar nel tuo cerchio le immense energie de l'aria, de l'acque, de l'uomo; il vento ne i boschi, su l'alpi, fra vele e sartìe di alati navigli sul dòmo
abisso de i mari; fragor di veicoli urtanti gli asfalti di libere strade, respiro di folla, respiro di fronde, vaganti canzoni per campi di biade;
stridore di seghe e di leve, di cinghie e catene, vicenda di remi su l'onda, di mine fra i monti, d'aratri spaccanti le vene al sen de la Madre feconda.
Mi giungon risate e singhiozzi, susurri di baci, preghiere di voci commosse; baleni di falci che taglian le messi feraci, di vanghe che scavan le fosse;
conflitti di forze lottanti ne l'aspra conquista de l'uom su i selvaggi elementi; bisbigli sommessi de l'erba che cresce non vista ne gli orti de i vecchi conventi.
Rapisco a la donna che siede con gli occhi su l'ago il sogno che ride al suo cuore; il primo suo gemito al bimbo che nasce, presago di pianto, fra il sangue e il dolore;
l'alato onniforme pensiero a la folla dispersa su mari su terre fraterne; ti chiudo in me sola, minuto di vita universa, lanciato a le tènebre eterne:
io centro del cosmo, regina de gli atomi erranti, respiro, adorando, i fulgori di tutti i tuoi raggi, la gioia di tutti i tuoi canti, l'aroma di tutti i tuoi fiori.