Italian poem
Largo!
by Ada Negri (1870–1945)
Largo!... Da le sonore vôlte de l'officine, Dai rilucenti aratri, de l'orride fucine Da gl'infernali ardor, Dagli antri dove un popolo tesse, martella e crea, Da le miniere sorgo--e, libera plebea, Sciolgo un inno al lavor.
Largo!... Dai boschi pieni di nidi e di bisbigli, Dai cespugli di mirto, dai freschi nascondigli. Dal fecondato suol, Da l'acque azzurre dove il mite alcion sorvola Cinta di fiori sorgo--e, balda campagnola, Sciolgo un peana al sol.
Chi arresta la corrente nel suo corso sfrenato, Chi ferma a vol l'allodola sciolta pel ciel rosato, Chi il già partito stral? Il torrente che scroscia, la freccia scintillante, L'augel canoro io sono; or rondine vagante, Or gufo sepolcral!
Arte, per te combatto:--avvenire, t'attendo. E il rigoglio d'affetti che, qual vampa fervendo, M'arde la mente e il cor, Ne la gemmata veste de la strofe volante, Io getto al mondo e al cielo, qual fascio rutilante Di fulmini e di fior!...
Fine.
Nota dei trascrittori
I seguenti refusi sono stati corretti (tra parentesi il testo originale):
17 Bianca fanciulla da le trecce d'ôr [or] 23 Seppi le notti insonni e l'inquïeto [inquieto] 49 E sorridon fra i dumi le vïole [viole] 61 Mille bocche si cercan desïose [desiose] 117 Dolce signor d'armonïosi [armoniosi] canti 209 Muta agonizza l'ultima vïola [viola]