Italian poem
Sorrisi
by Ada Negri (1870–1945)
Te divina di forme, un dì vedea Bianca qual giglio e bionda come Dea Egli, la prima volta: Avevi un fior di prato a la cintura, E parevi, così ridente e pura, Tutta di sole avvolta.
E s'accese ne l'alma il sognatore, E ti serrò nel laccio d'un amore Geloso e vïolento: Tu lietamente lo seguisti sposa, Come la nube va tinta di rosa Ove la porta il vento.
E poi ti nacque un bimbo.--Oh, la profonda Gioia d'accarezzar la testa bionda D'un bimbo tuo; la sola Gioia che al mondo sia senza rimpianti; Viver de' baci suoi, dei dolci canti, De l'incerta parola!...
Ride tra il verde la tua giovin casa Da gaie torme di trastulli invasa Dispersi sui tappeti: I tuoi balconi sono aperti al sole, E vi penètran sogni di vïole, Effluvii di roseti:
Il bimbo corre per le chiare stanze, Tu il miri e tessi de le tue speranze Gli azzurri e tenui fili: L'anima esulta, si dilata e sale Come salgon danzanti atomi ed ale Nel ciel dei freschi aprili.
Ridi....--sei così semplice e secura!... Un inganno, uno schianto, una sciagura Ti spezzerebbe.--Oh, ridi.-- Son così pochi al mondo i fortunati!... Io, te guardando, penso ai baci alati De le allodole, ai nidi;
Ai nidi fatti di musco e di amore, Palpitanti tra i folti alberi in fiore, Pieni di trilli, pieni D'infanzia e d'innocenza;--a le scorrenti Acque dei fiumi; a l'albe trasparenti, Ai meriggi sereni;
A le pianure fertili di grano Sacro e dorato; al verdeggiar lontano Dei pascoli in pendìo, Ove l'alma a sorsate ampie respira Con l'acre essenza che da l'erbe spira L'ebbrezza de l'oblìo.