Italian poem
Sola
by Ada Negri (1870–1945)
Langue d'autunno il solitario vespero De l'âtre nebbie fra i cinerei veli; Scendon l'ombre a le verdi solitudini Giù dai lividi cieli.
Cadon le foglie, volteggiando aeree Da la fredda portate ala del vento, Quai morti sogni. Erra per l'aure un brivido Come di bacio spento.
Sui capelli di lei, ravvolti e morbidi, Muta agonizza l'ultima vïola. Ella guarda laggiù, fra i nudi platani, Ritta, scultoria--sola.
Ella guarda laggiù. Pensa a le nivee Placide culle ove, chinato il biondo Capo sui lini, i sorridenti pargoli Dormon sonno profondo:
Veglian le madri--e a la commossa tenebra, Come voci di ciel blande, serene, Sciolgono, i sonni a raddolcir degli angeli, Le lunghe cantilene.
Ne la queta foresta, entro il pacifico Nido, l'augel s'appressa a la compagna, E s'addorme così... nè spira un alito Per la brulla campagna:
Solo a le basse, immensurate nebbie Rabbrividendo il vizzo ultimo fiore, Sovra l'erbe, in un bacio, il roseo calice Piega--e quel bacio è amore.
O dolcezze!... Ella sogna. Assorta in candidi Pensier, presso gentil cuna modesta, D'una lampa al chiaror, curva su l'agile Ago la bella testa;
E mentr'ei tenta con le forti braccia Cinger le caste flessuose forme, A lui susurra con carezza timida: Silenzio!... Il bimbo dorme.
Vane grida del cor, parvenze splendide, Di sorrisi e d'amor larve gioconde, V'estinguete laggiù fra i nudi platani E le brume profonde!...
Foglia al ramo caduta, occulta lacrima, L'ultima speme dal suo cor s'invola; O nidi, o fiori, o baci, o culle nivee, Vi celate.--Ella è sola.
Cala d'autunno il nebuloso vespero, Col lontano de i corvi acre lamento, Sovra gli aridi boschi e a lei ne l'anima, Inesorato e lento;
.... Cala.--Superba come greca statua, Al plumbeo cielo ella solleva i rai.... Scote la brezza di novembre un brivido Che le susurra: Mai!