Italian poem
Sfida
by Ada Negri (1870–1945)
O grasso mondo di borghesi astuti Di calcoli nudrito e di polpette, Mondo di milionari ben pasciuti E di bimbe civette;
O mondo di clorotiche donnine Che vanno a messa per guardar l'amante, O mondo d'adulterî e di rapine E di speranze infrante;
E sei tu dunque, tu, mondo bugiardo, Che vuoi celarmi il sol de gl'ideali, E sei tu dunque, tu, pigmeo codardo. Che vuoi tarparmi l'ali?...
Tu strisci, io volo; tu sbadigli, io canto: Tu menti e pungi e mordi, io ti disprezzo: Dell'estro arride a me l'aurato incanto, Tu t'affondi nel lezzo.
O grasso mondo d'oche e di serpenti, Mondo vigliacco, che tu sia dannato! Fiso lo sguardo ne gli astri fulgenti, Io movo incontro al fato;
Sitibonda di luce, inerme e sola, Movo.--E più tu ristai, scettico e gretto, Più d'amor la fatidica parola Mi prorompe dal petto!...
Va, grasso mondo, va per l'aer perso Di prostitute e di denari in traccia: Io, con la frusta del bollente verso, Ti sferzo in su la faccia.