Italian poem
Sgombero forzato
by Ada Negri (1870–1945)
Miseria. — La pigion non fu pagata. A rifascio, nel mezzo de la via, La scarsa roba squallida è gettata. Quello sgombero sembra un’agonia.
La tenebrosa pioggia insulta e bagna Il carro, i cenci, i mobili corrosi Dal tarlo, denudati, vergognosi. V’è un’anima là dentro che si lagna;
E il letto pensa al disgraziato amore Ch’egli protesse, e che le membra grame Di due fanciulli procreò a la fame, O del tugurio maledetto amore!...
E scricchiola fra i brividi: Chi il dritto Diede a la donna schiava e mal nudrita Di crear per un bacio un’altra vita D’angosce?... amor pei poveri è delitto. —
Sotto la pioggia il carro stride. — Dietro, Un operaio scarno, a fronte bassa, Segue la sua rovina. — Ei muto passa, Ombroso il guardo, e non si volge indietro:
E a lui presso è la donna, la piangente Lacera donna, con due figli. — E vanno Senza riposo, e dove essi nol sanno, E la pioggia gli sferza orrendamente:
Un austero dolor che par minaccia Per entro ai cenci ammonticchiati freme, Freme nel carro che cigola e geme, Nei quattro erranti da l’emunta faccia:
Quella guasta mobilia denudata Che in mezzo al fango a l’avvenir s’avvia, Quella miseria che ingombra la via Sembra il principio d’una barricata.