Italian poem
Poichè i miei gravi error pur troppo han desta
by Antonio Zampieri (1664–1735)
Poichè i miei gravi error pur troppo han desta L’ira del Ciel, che mi circonda e preme, E Mare e Terra e Cielo armati insieme Tutti a miei danni in man la spada han presta: Qual chi rotta la nave in gran tempesta Sull’ancora ripone ogni sua speme; Tal io, gran Madre, in mie sciagure estreme Se a te non corro, in chi sperar mi resta? Se nell’offeso Nume il guardo io giro, Veggiovi il mio gastigo, e sento il tuono, Che mormora e minaccia, ond’io sospiro. Ma se ne gli occhi tuoi, che fonti sono, Fonti d’alta pietà, Vergine, io miro, Veggio espresso in quegli occhi il mio perdono.
More by Antonio Zampieri
- Cieco desio, come destrier feroce
- Io sono in mezzo a due forti Guerrieri
- Mietitor, che alla falce agresto, e dura
- Morta Colei, ch'il mio destin mi diede
- Poichè in cuor suo da maraviglia oppressa
- Poichè l'alto decreto in Ciel si scrisse
- Quando il Pittore ad animar rivolto
- Questa, cui lunga invidia età fè guerra