Versos Italian da Todi Jacopone Como Dio Induce El Peccatore A Penitenza

Italian poem

Como Dio Induce El Peccatore A Penitenza

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--Peccator, chi t'ha fidato--che de me non hai temenza?

Non consider, peccatore,--ch'io te posso nabissare? ed hai fatto tal fallore--ch'io sí l'ho cagion de fare; t'ho voluto comportare--perché tornasse a penetenza.

--O dolcissimo Signore,--prego che sie paziente; lo Nemico engannatore--m'ha sottratto malamente; ritornato so a niente--per la gran mia niquitanza.

--Test'è l'anvito che io agio--che pro 'l Nemico m'hai lassato; ed hai creso en tuo coragio---a ciò che t'ha consegliato; el mio consegli' hai desprezato--per la tua grande arroganza.

--Lo conseglio me fo dato--ch'io devesse el mondo usare: Da poi che sera' envechiato,--tu te porrai confessare; assai tempo porrai dare--al Signor per perdonanza.

--Testo era palese enganno--che te mettivi ad osolare; ché non hai termen d'un anno--ned un'ora pòi sperare; se tu credevi envechiare,--fallace era tua speranza.

--La speranza che avea--de lo tuo gran perdonare a peccar me conducea--e facealme adoperare en speranza de tornare--a la fin con gran fidanza.

--La speranza del perdono--sí è data a chi la vole; ed io a colui la dono--che del suo peccato dole, non a quel che peccar sole---ha spem ch'io non facci la vegnanza.

--Po' 'l peccato avea commesso,--sí dicea del confessare; el Nemico dicea con esso:--Tu nol porrai mai fare; co porrai pena portare--de cusí grande offensanza?

--La pena che è portata--en questo mondo del peccato, lebbe cosa è reputata--a pensar de quello stato nel qual l'uomo n'è dannato--per la sua gran nequitanza.

--Col sozo laido peccato--me tenea col vergognare e diceame:--En esso stato--tu nol porrai confessare; co porrai al prete spalare--cosí grande abominanza?

--Meglio t'è d'aver vergogna--denante al preite mio, che averla poi con doglia--al iudicar che farò io, che mostraraio el fatto tio--en cusí grande adunanza.

--Ed io me rendo or pentuto--de la mia offensione ché non so stato aveduto--de la mia salvazione; pregote Dio, mio patrone,--che de me aggi piatanza.

--Poi ch'a me te sei renduto,--sí te voglio recepire; e questo patto sia statuto--che non degge piú fallire; ch'io non porría suffrire--cusí grande sconoscenza.