Italian poem
Como È Difficile Passare Per El Megio Virtuoso
O megio virtuoso,--retenuta bataglia! non è senza travaglia--per lo megio passare.
L'amor me costrenge--d'amare le cose amante, ne l'amore è l'odio--de le cose blasmante, amare ed odiare--en un coragio stante, socce battaglie tante,--non le porría stimare.
L'amore quello che ama--desidera d'avere, lo 'mpedimento nascece--e gli è gran dispiacere; piacere e dispiacere--en un cor convenire la lengua nol sa dire--quanta pena è portare.
La speranza enflammame--d'aver salvazione, 'nestante è desperanza--de mia condizione; sperare e desperare,--star en una magione, tanta contenzione--nolla porría narrare.
Giogneme una audacia--sprezar pena e morte, 'nestante lo temore--vede cadute forte, securtá e temore,--demorare en una corte, tant'è le capevolte,--chi le porría stimare?
So preso d'iracundia--contro lo mio defetto, la pace mostra, ensegname--che so de mal enfetto, pacifico ed iroso--contra lo mio respetto, gran cosa è de star retto--a nulla parte piegare.
Lo delettar abracciame--gustando el desiato, lo tristore abatteme,--sottratto m'è 'l prestato, tristare e delettare--nello suo comitato, lo cor è passionato--en tal pugna abitare.
Se io mostro al prossimo--la mia condizione, scandalizo e turbolo--de mala opinione; s'io vo coperto, vendoglme--e turbo mia magione; questa vessazione--non la posso mucciare.
Despiaceme nel prossimo--se vive sciordenato, e piaceme el suo essere--buono da Dio creato, de stare en lui innoxio--grande è filosofato, lo core è vulnerato--en passionato amare.
L'odio mio legame--a deverme punire, discrezion contrastali--che non deggia perire; de farme bene en odio--or chi l'odí mai dire? altro è lo patire--che l'udir parlare.
Lo degiunare piaceme--e far grande astinenza per macerar mio asino--che non me dia encrescenza; ed esser forte arpiaceme--a portar la gravenza che dá la penitenza--nello perseverare.
Lo desprezare piaceme--e de gir mal vestito; la fama surge, enalzame--de vanitá ferito; da qual parte volvome,--parme d'esser intuíto; aiuta, Dio infinito!--e chi porrá scampare?
Lo contemplare vetame--d'essere occupato, lo tempo a non perderlo--famme enfacendato; or vedete el prelio--ch'ha l'omo nel suo stato! a chi non l'ha provato--non lo pò imaginare.
Piaceme el silenzio,--báilo de la quiete; lo bene de Dio arlegame--e tolleme silete; demoro infra le prelia,--non ce saccio schirmete, a non sentir ferete--alta cosa me pare.
La pietá del prossimo--vuol cose a sovenire, l'amor de povertate--gli è ordo ad udire, l'estremitate veggiole--viziose a tenire, per lo megio transire--non è don da giullare.
L'offesa de Dio legame--ad amar la vendetta, la pietá del prossimo--la perdonanza affetta, demoro enfra le forfece,--ciascun coltel m'affetta; abbrevio miei detta--en questo loco finare.
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