Italian poem
Ben dell'Egitto, e della Libia i monti
Ben dell’Egitto, e della Libia i monti Scemar potresti, e le più salde e dure Selci di Paro ornar d’alte sculture Con esso i ferri, ad intagliar più pronti: E perchè i pregi tuoi varcasser conti Per qualche spazio alle stagion future, Far tra gran fiamma entro spelonche oscure In su’ bronzi anelar Steropi e Bronti: Ma perchè ad opre eterne intento aspiri, Solo apprezzi i trofei che scolpir suole Con lungo studio l’immortal Permesso: Ed io, se a me benigno il guardo giri, Carlo, di Pindo in cima alzerò mole, Ove fia il nome tuo mai sempre impresso.