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Italian poem

Musa, se cor gentil prego commove

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Musa, se cor gentil prego commove, All’aurea cetra tua sposa i miei carmi, Nè paventar l’orribil suon dell’armi, Che per alta pietà Carlo le move Ma discendi veloce, E fra i campi di Francia alza la voce. Quando in più ria stagion Gorgone indegna Contaminava il puro Ciel francese, Il Re languiva alle sacrate imprese, Crudo Navarra dispiegava insegna Dal Vatican divisa, Sol fe’ contrasto il gran sangue di Guisa. Allor godea l’abbominata Reggia, In che trionfa ognor l’Anglica Aletto, Italia mia, colma di doglia il petto, Piangea di Pier la mansueta greggia Miseramente ancisa, Sol fe’ contrasto il gran sangue di Guisa. E se d’eretiche armi empieo le mani Immensa moltitudine guerrera, Trasse anco al mar vittorïosa Lera L’audaci membra, e gl’impeti Germani; E spose, e genitrici Bramaro in van le ceneri infelici. Quai non venían dell’onorata guerra Al gran Trïonfator grazie dovute? Ma somma incomparabile virtute Del merto suo non ha mercede in terra; E trabocca sovente Sotto perfido inganno alma innocente. Or dell’opra durissima, funesta Negli Annali del Ciel duri memoria; Tu contra gli empj all’inclita vittoria, Carlo, novello Gedëon t’appresta Fulminator dell’asta, Che gli abissi implacabile contrasta. Tu certo il corso tuo prendesti appena Ver la Regina della nobil Senna, Che cospersa di giel tremò Ghienna, E d’alto orror s’impallidì Turena, E fra il duol, che l’afflisse Batteo la guancia il gran nemico, e disse: Mal per l’altero Scettro, ond’io geloso D’una invitta virtù fei strazio acerbo, Questo leone indomito superbo Schernì l’assalto, ch’io gli mossi ascoso, Ecco che orribil ira Per entro il sangue a gran vendetta il tira. Sol per onta di me s’ordì l’inganno, Che di mia gente ogni memoria oscura; Non mai, non mai le Parigine mura Non mai contenti gli occhi miei vedranno; Nulla riman di speme, Gito è lo scettro, e la salute insieme.