Italian poem
Antipode del senno, oppio de' sensi
by Giacomo Lubrano (1619–1693)
Antipode del senno, oppio de’ sensi, benché di mezzo l’essere ci privi ed a dazio di morte astringa i vivi, esige il sonno volontari censi. Rende cimmeria l’alma, e ciò che pensi, sposando a lazie muse i plettri argivi, larva è di sogni or mesti ed or festivi, delirio di vapori or radi or densi. Di piacevole oblio vesta l’orrore, di sibarite rose il letto impiumi; sepolcro è pur de l’uom che a tempo more. Torbido il viso e ’l sen d’umidi fumi, per non farsi veder che ruba l’ore, adulato ladron ci chiude i lumi.