Italian poem
Doni del ciel, gratuiti tesori
by Giacomo Lubrano (1619–1693)
Doni del ciel, gratuiti tesori cadono giú le nevi, e in bianca mole si rapprendon penose, onde la prole lattin poi sciolte a rustici lavori. E pure il lusso l’offre in tazze d’ori per estri a Bacco e fomiti a le gole, e benché arrabbi ingiurïato il sole, mira tremar l’está, freddi gli ardori. Ebri Epuloni, o voi che in laute cene fate brillar voluttuoso il verno, ne’ di canicolari entro le vene, tempo verrá che nel profondo Averno impetrar non potrete, arsi da pene, un’istantanea stilla al foco eterno.