Italian poem
La prisca Roma del sepolcro fuore
by Giambattista Felice Zappi (1667–1719)
La prisca Roma del sepolcro fuore Alzata un dì la gloriosa fronte, Dov’è, dicea, l’antico mio splendore, Dove son le mie glorie altere e conte? Chi tolse ahi del mio scettro all’alto onore Il servo Eufrate, il tributario Oronte? Ov’è Celia, ove Orazio, ove il valore, Che fer sì chiari un tempo il Fiume e il Ponte? Dove i Cesari son? Più dir volea Quando, o Signore, in voi fissò le ciglia; E Costantin rivide in trono adorno. Lieta allor tornò all’urna, ove giacea; L’Arti e le Muse, e in un la Maraviglia, Chiamando entro al regal vostro soggiorno.
More by Giambattista Felice Zappi
- In quell'età ch'io misurar solea
- In van resisti: un saldo core e fido
- Io veggio, ahimè, che il biondo crin s'annegra
- La prima volta, che io m'avvenni in quella
- Lucido sol che non derivi altronde
- Manca ad Acon la destra, a Leonilla
- Morte, il tuo fero artiglio in van si stende
- Nacque a Tirinto ier, (che gaudio ha il core!)