Italian poem
Per nozze B. e T.
Chi me de’ canti o mai memore in vano Poi che dal nido mio giacqui diviso, Chi me al ciel patrio e de gli amici al viso Rende toscano,
Dove piú largo ne’ bei piani a l’onda Laborïosa il freno Arno concede E di trïonfi solitari vede Grave la sponda?
Vola il pensiero trepidando e posa A una nota magione or tutta in festa, Piange la madre e i bianchi veli appresta: Ecco la sposa.
Seco il garzone a cui l’intimo affetto Traluce e ride su la faccia pura E ne l’eloquio l’anima secura E il savio petto.
Oh a me del vin cui piú sottil maturi Tósca vendemmia per le aeree cime Versate, amici. Io dal bicchier le rime Chieggo e li augúri.
E d’Alice dirò la chioma bruna, La tenue fronte e i lunghi sguardi e lenti, Come in queta d’april notte pioventi Raggi di luna.