Italian poem
M'è sparito dagli occhi il mio bel Sole
by Giovan Battista Catena (1680–1752)
M’è sparito dagli occhi il mio bel Sole: E chi resister puote a tant’orrore? È spento ogni splendore, o mia pupilla, E l’alma si distilla in doglia e in pianto! Ma dov’è intanto il lume d’una Stella, Ch’in gran procella io son lontan dal lido? Or che dell’Adria il Sole è giunto al lido, Di duolo è nido l’egra mia pupilla, Ed ogni stilla addensa più l’orrore, E cresce col dolore anch’il mio pianto. Ecco muta il suo ammanto anch’ogni Stella Per comparir più bella incontro il Sole! Ferma, o Pensiero, i vanni avanti al Sole, Giacchè sì duole all’ombra la pupilla: E una scintilla prendi da quel lido, Che sia di speme nido, e non di pianto, E tolga il muto incanto a quest’orrore; Questa farà rossore a ogn’altra Stella. Con questa luce io non cerco altra Stella: Questa sia quella, che mi guidi al lido: Ad altra io non m’affido in quest’orrore. Ripiglia il tuo vigore, o mia pupilla, A una favilla dell’almo mio Sole. Chi meco gioir vuole? io lascio il pianto. Ninfe, e Pastori, or che ho finito il pianto, Al salto, al canto, insin che torni il Sole, O andiamo a cor’ viole intorno al lido. Amor ti sfido: Io prenderò una Stella, E tu la tua facella in quell’orrore: Giuochiamc’il cuore, o almeno una pupilla. Ah ch’io deliro! Tu non hai pupilla, L’onda non è tranquilla, e lungi è il lido. Aglauro i’ grido; non tardar il mio Sole, Sul Tebro splender suole amica Stella. Aglauro bella, io mi disfaccio in pianto: Se indugi tanto, io moro in quest’orrore. Così la Stella fugherà l’orrore, E la pupilla darà fine al pianto, E godrò il Sol più lieto in questo lido.