Italian poem
CLVI (DA che torbido il Cielo ha…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
DA che torbido il Cielo ha cominciato, Scorsa già la stagione Autunnale, Da per tutto a coprir con man brumale Di nevose pruine il Campo, e’l Prato, D. Ciccio, per timore d’esser toccato Da qualche fiera botta catarrale, S’è chiuso in una stanza, e dichiarato Di non uscirne a tutto Carnevale. Io però, che non son gran fatto esperto Di Medicina, avrei per sua ventura, Che gli nevasse in capo a Cielo aperto; Che se i C.... son foschi di natura, Ei potria, da la neve al fin coperto, Ritrarne un’opportuna imbiancatura.
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