Versos Italian Giovanni Francesco Lazzarelli CLXXXVI (PEr dimostrare altrui, ch’è divenuto…)

Italian poem

CLXXXVI (PEr dimostrare altrui, ch’è divenuto…)

by (1621–1693)

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PEr dimostrare altrui, ch’è divenuto Anch’egli oltre al suo solito svegliato, Luna, il nostro D. Ciccio ha cominciato A dir concetti, e ad affettar l’arguto: E dove infra di noi solea star muto, Or cento bizzarrie sfodra in un fiato, Così credendo d’essere stimato Sottil d’ingegno, d’intelletto acuto: Ma faccia quanto vuol, che le persone Sapendo quando poco ei peschi a fondo, N’avran sempre una bassa opinione; Che nessun matematico del Mondo Può trovar l’acutezze in un C .... Ch’è di figura sferico, e rotondo.