Italian poem
LXIII (GIà Buda è fatta nostra, e…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
GIà Buda è fatta nostra, e già si sente Più d’un, ch’al suon di non volgare avena Per così plausibile accidente Offre Sonetti al vincitor Lorena. D. Ciccio intanto anch’ei fra simil gente Con la sua dolce, inessicabil vena Messosi a poetar, felicemente In tre dì n’ha sfodrati una dozzena. Quindi cred’io ch’un ingegnon sì raro Sopra questo medesimo argomento Ne farà senza dubbio un centinaro, E di tal mia credenza il fondamento Vien dedotto non sol, ma reso chiaro Da quel Proverbio: Un matto ne fa cento.