Versos Italian Giovanni Prati Anniversario di Curtatone

Italian poem

Anniversario di Curtatone

by (1814–1884)

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Quando la fredda luna sul largo Adige pende, e i lor defunti l’itale madri sognando van; un corruscar di sciabole, un biancheggiar di tende, un moto di fantasimi copre il funereo pian. E via per l’aria bruna sorge un clamor di festa: — L’ugne su noi passarono dei barbari corsier. Viva la bella Italia! orniam di fior la testa: o vincitori o mártiri, bello è per lei cader. E chi, evitato il nero Tartaro, ancor respira, abbia in retaggio il libero pensicr di chi mori. Seme di sangue provoca messe di brandi e d’ira. Fatevi adulti, o pargoli, per vendicarci un di. — II guardian straniero daH’ardue ròcche ascolta, e le canzoni insolite lo stringono di gel; e, il pian mirando e il torbido stuol degli spettri in vòlta, pensa le patrie roveri e il nordico suo ciel. E sciama aneli’ei: — Di meste larve simili è piena pur la mia landa ungarica o il mio boemo suol, e a me, che, schiavo indocile, veglio l’altrui catena, pace l’avara tenebra nega e letizia il sol. O falco, che da queste turrite rupi inarchi l’ali alla fuga, intendere potessi il mio desir! Ma, se pur tanto d’acre sino al mio ciel tu varchi, di’ a’ figli miei che abborrano in servitú perir. — Cosí con vari modi canta chi vinse e giacque, ma in un mcdesmo palpito arde il medesmo ver, mentre la luna naviga sovra il cristal dell’acque, e giú nel pian si sperdono gli spettri dei guerrier. O benedetti e prodi di Curtaton, salute! oh. della bella Ausonia gigli defunti al crini Nella region degli angeli anime conosciute, voi ben saliste a un secolo senz’ombra e senza fin. Pur, di colá guardando sulle natie contrade, dove il cimier del barbaro sinistramente appar, certo aspettate il folgore di piú felici spade, che allegri i morti e vendichi l’alpe avvilita e il mar. Deli! questo arrivi, e, quando, piú gloriosa e forte, rivoli ai sette popoli dal ciel la libertá, scordata allor la lugubre canzone della morte, l’inno guerrier di Gerico l’arpa de’ bardi avrá.