Versos Italian Giovanni Prati Antonello da Messina

Italian poem

Antonello da Messina

by (1814–1884)

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Croci, isolette e monti bacia, cadendo, il sol; radon canali e ponti le rondinelle a voi. Sfiora il battei gli estremi flutti d’un’ombra al par: vedete ! han l’ale i remi e son giá persi in mar. Da voi, superba Annina, fugge, ché offeso ei fu, e Antonio da Messina non tornerá mai piú. Antonio, che sui canti del suo romito ostel, quando colora i santi, fa maraviglia al ciel.

Perché, mentr’ei dal seno l’occulto amor svelò, pia gentilezza almeno tacer non v’insegnò? Forse placato avreste col timido pudor i fochi e le tempeste di quel potente cor. Ma la parola irata fu troppo lesta a uscir: — Pensa da chi son nata, e bada a rinsavir! — Di dogi e dogaresse voi siete figlia, è ver; a voi ghirlande intesse di Candia ogni guerrier. Chi vien da la Castiglia seco pensando va: — Un fior la mia Siviglia pari a costei non ha. — Sul Cassero sospira ogni bendato Ali: — Non ha, non ha Casmira piú gloriosa Uri. — Chi vien di Francia in rada dice co’ suoi: — Qual re non pon corona e spada di questa dama al piè? —

Tutto v’arride, è vero; ma del pittor sul crin verdeggia un lauro altèro, che non avrá mai fin. Dite, superba, oh! dite: quale dei due prevai, quando son posti in lite la gloria ed il natal? Egli a mestier villani le man fanciulle usò; ma quelle scabre mani un dio trasfigurò. E un mondo a lui sfavilla, che di portenti è pien; un mondo, che non brilla a niun de’ vostri in sen. Come alle sacre note scende dal ciel quaggiú nell’ostia al sacerdote la spoglia di Gesú; la piú segreta parte lasciò del ciel cosi l’arcana dea dell’arte, e disse a lui: — Son qui. — trepidi ginocchi perché non reclinar, quando v’apparve agli occhi quel nume e quell’altar?

Chi potea darvi un riso di piú beato april, mostrarvi un paradiso piú grande e piú gentil?

So ben, negarlo è vano, che a voi pur oggi in cor vive il fanciul sicano come un celeste fior;

ma dall’incauta Annina troppo spregiato ei fu, e Antonio da Messina non tornerá mai piú.

Però, tra queste liete piagge e di lá dal mar voi ricordata andrete del gran fanciullo al par.

Né giá per nascimenti, per oro o per beltá, ma il mondo de le genti di voi si sovverrá.

Perché un fuggiasco insonne l’ombra de’ chiostri amò; e ne le sue Madonne soltanto a voi pensò.