Versos Italian Giovanni Prati Alla musa

Italian poem

Alla musa

by (1814–1884)

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Musa, non so se emersa dai beati lavacri e fra gli allori d’EIIade, veneranda ara di numi; o da men sacri fiumi venuta infra diversa gente, nodando al crin lúgubri fiori: figlia di terra ignota, o di Diana dea l’arco tu faccia sonar sul biondo Eurota, o, dove mai non verna, meglio invocar ti piaccia fra le pallide rute Ecate inferna: musa, qual sia la sorte che ti mena nel mondo a tesser canti alla vita e alla morte; tu sai che anch’io son uno de’tuoi fidati amanti, e diviso hai con me l’ora che passa Se obliquo od importuno mai non ti parvi, o lassa tu giá non sei di compagnar sul calle me che affrettarlo agogno, però che il filo delle Parche è lieve e può cader reciso, musa, al mio vario sogno non t’incresca assentir l’ultimo riso. Indi poca erba o neve copra la vana spoglia; che uscir di qua, dove ogni festa è breve, non mi parrá gran doglia. Se forse anzi non spiri un’auretta di cielo tu sul pallido viso a me fuggente, come fai quando giri nel tuo virginco velo, si pensosa con me, fuor della gente.