Italian poem
Corsiero
by Giovanni Prati (1814–1884)
Il tempo, a foggia di corsier, ci fura da la cuna, e ci porta al negro avello: e il tratto della via che manco dura, l’allegra gioventú, certo è il piú bello. Segue agli ameni di tedio e paura, o ascose furie che ci dan martello, o quel tacito andar per notte oscura, stanchi, senza veder segno d’ostello. Quasi al mio fin mi giova ir di galoppo, e giá tolto d’arcioni esser vorrei pria che scendan su me gli ultimi verni. Nocque a tutti nel mondo il viver troppo; e sin credo che noccia anco agli dèi, lá nel gelido ciel, vivere eterni.