Italian poem
Anacreontica 7
by Iacopo Vittorelli (1749–1835)
Aveva due canestri Di fiori vario-pinti: Qua ceruli giacinti, Là bianchi gelsomin:
E con sottile ingegno L’Amica un serto fea Più vago, o Citerea, Di quello del tuo crin.
Io nel gentil lavoro Gli occhi tenendo fissi, Oh avventurato, dissi, Chi meritar lo può!
Ella sorrise, e tacque Sol per lasciarmi incerto; Indi finito il serto, Prendilo: è tuo, gridò.