Italian poem
Elegia III
Lasso, che bramo più, che più vogl’io, Se nulla cosa di voler mi resta, E son, senza desir, pien di disio? Amor mi tien pur sempre in gioja e in festa: Che brami dunque, disïosa voglia? Qual nuova cosa tanto mi molesta? I’ voglio, ma non so quel ch’io mi voglia; E volendo mi doglio: ah duro fato, Che senza alcun dolor sempre mi doglia! So ben ch’io son più lieto e più beato Di quale amante più felice mai, E sovra modo alla mia donna grato; So che lei m’ama ed hammi caro assai, E meco è d’una voglia e d’uno amore, E possedo quel ben ch’io desiai:
Ma nuova voglia ancor resta nel côre, E senza mai provar pravo tormento, Con certo non so che lieto dolore. E bench’io sia tra gli altri il più contento, Pur bramo anch’io, bench’io nol sappia dire; E così, il più felice e più contento, Se altro bramar non so, bramo morire.