Italian poem
Sonetto III
O sicuro, secreto e fido porto, Dove, fuor di gran pelago, due stelle, Le più chiare del cielo e le più belle, Dopo una lunga e cieca via m’han scôrto: Or io perdono al vento e al mare il torto Che m’hanno con gravissime procelle Fatto sin qui, poi che se non per quelle, Io non potea fruir tanto conforto. O caro albergo, o cameretta cara, Ch’in queste dolci tenebre mi servi A goder d’ogni sol notte più chiara! Scorda ora i torti e sdegni acri e protervi; Chè tal mercè, cor mio, ti si prepara, Che appagherà quant’hai servito e servi.