Italian poem
Sonetto VI
La rete fu di queste fila d’oro, In che il mio pensier vago intricò l’ale, E queste ciglia l’arco, e ’l guardo strale, E ’l feritor questi begli occhi fôro. Io son ferito, io son prigion per loro; La piaga è in mezzo il cor aspra e mortale; La prigion forte: e pur, in tanto male, E chi ferimmi e chi mi prese adoro. Per la dolce cagion del languir mio, O del morir, se potrà tanto il duolo, Languendo godo e di morir disio; Pur ch’ella, non sapendo il piacer ch’io Del languir m’abbia o del morir, d’un solo Sospir mi degni, o d’altro affetto pio.