Italian poem
Sonetto XI
Quando prima i crin d’oro e la dolcezza Vidi degli occhi, e le odorate rose Delle purpuree labbra, e l’altre cose Che in me creâr di voi tanta vaghezza; Pensai che maggior fosse la bellezza Di quanti pregi il ciel, donna, in voi pose, Ch’ogni altro alla mia vista si nascose, Troppo a mirar in questa luce avvezza. Ma poi con sì gran prova il chiaro ingegno Mi si mostrò, che rimaner in forse Mi fe che suo non fosse il primo lôco. Chi sia maggior non so: so ben che poco Son disuguali, e so che a questo segno Altro ingegno o bellezza unqua non sorse.