Italian poem
Sonetto VII
Com’esser può che degnamente lodi Vostre bellezze angeliche e divine, Se mi par ch’a dir sol del biondo crine Volga la lingua inettamente e snodi? Quelli alti stili e quelli dolci modi Non basterían, che già greche e latine Scôle insegnaro, a dir il mezzo e il fine D’ogni lor loda agli aurei crespi nodi. Il mirar quanto sian lucide, e quanto Lunghe ed ugual le ricche fila d’oro, Materia potrian dar d’eterno canto Deh morso avess’io, com’Ascréo, l’alloro! Di queste, se non d’altre, direi tanto, Che morrei cigno, ove tacendo io moro.