Versos Italian Nicola Sole I Siciliani

Italian poem

I Siciliani

by (1833–1901)

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1. Siciliani! uditemi: Mesta, fidente e sola Nei vostri Templi a gemere Viene la mia parola. Armi non ha la misera Tranne la prece e il pianto E la virtù del canto E la ragion del cor.

2.

Ne la fatal Penisola Chi non vi disse eroi? Chi dei gagliardi il premio Contenderebbe a voi? Recenti lutti ingombrano Le vostre vie deserte: Le vostre tombe aperte Fuman di sangue ancor.

3.

Tutti da Reggio ad Ascoli, Da Leuca a Terracina

Sguardo volgemmo e lagrime Su la Scillèa marina: Nè col timor del debole Contemplavam la morte, Ma col dolor del forte Agitavam l’acciar.

4.

Armi fraterne ardeano Città, castelli e navi! Scese fra l’onde e l’aria L’ombre piangean degli Avi! Dai suoi profondi vortici Mise Cariddi un grido, Che rimbombò sul lido, Che spazïò sul mar.

5.

Oh chi può dir, Trinacria, Terra dal Sol bëata, Dei figli tuoi la gloria Ne la fatai giornata? Fra la risorta Grecia E l’ira de’ Poloni In mezzo a’ tuoi leöni Spaventerai l’età.

6.

Or sovra l’elsa splendida De la detersa spada

Appoggia il fianco: agl’Itali Volgi lo sguardo — e bada! Tutti, o Sicilia, invocano Che tu pronunzi un detto: Che ti riarda in petto Più vasta carità.

7.

Isola eterna! Ascoltami; Chè Dio nel cor mi detta: Una corona, un plauso, Anche maggior, ti aspetta, Se, generosa e immemore D’un parteggiar fugace, A la fraterna pace Consacrerai l’allor.

8.

Forse talun con empia Gioia nel cor ti grida: — Sola tu sii, Sicilia! Te sospettando infida.... Oh no! per Dio, rispondigli: « Non gelosia sicana, « Ma fiamma italiana « Alimentai nel cor! »

9.

Questo fatal dissidio, Non ha sei lustri ancora,

De le speranze italiche Ottenebrò l’aurora. E aspetterem che Italia Sia nel dolor travolta? Che la seconda volta C’insulti lo stranier?

10.

Chiama a raccolta, o Settimo, La gioventù ne’ Fori, Freni la tua canizie Gli esacerbati cuori: Desta più calmi palpiti Entro quei petti ardenti: In ispirati accenti Erompa il tuo pensier.

11.

Sicilïane vergini, Madri di figli orbate, A l’amistà di Napoli Il vostro duol votate: E tu, gagliarda Sicula, Che dei cannoni al vampo Balda traesti al campo A vincer o a morir,

12.

L’arme dispoglia: supplice Piangi, combatti e prega

Che l’Etna ed il Vesuvio Stringan perpetua lega. Fra gl’inni de la patria Tu benedetta andrai, Se la parola avrai Pari al guerresco ardir.

13.

La vendicata Ausonia, Che a nuovo onor si desta, Non oserà recingere Il manto della festa, Non oserà riprendere La gioia de’ conviti, Finché non vegga uniti. Tutt’i suoi figli a sè!

14.

Siciliani! uditemi; Santa è la mia preghiera: Tutti ci stringa un palpito, Ci cuopra una bandiera: Sull’Etna e sul Cenisio Sventino i tre colori, E vinti, e vincitori Uguaglierà la Fè!

15.

Faro! Ti cangia in florida Terra, ed aggiungi a noi

Codesta splendid’Isola Del canto e degli eroi! Più fra l’Amore e l’Anima Non interporti, o mare, E cesseran le gare D’una stagion crudel.

16.

Voi giovinetti martiri, Angioli al suol natio, Queste gementi suppliche Recate innanzi a Dio! Così difesa Italia Avrete in doppia guerra; Col vostro sangue in terra, Colla preghiera in ciel.