Italian poem
Canto II.
Q
Ma poichè ne ’l gran dì ci sveglieremo belli, ben fatti e giovani, le nostre nudità le guarderemo senza rossori ipocriti.
Solo i poeti casti e purgativi, morali fino all’ultimo, imiteranno co’ gli attucci schivi la Venere de’ Medici.
Poeti magri, amor segreto e cura de le donnine isteriche, ci rivedremo senza imbottitura, e guai per i rachitici,
oh, guai! Le verità pericolose e le pance cattoliche nude vedranno alfin le vostre spose che mai non ve le videro.
Che disinganni allor, poveri voi! Che pioggia di rimproveri! Basta: verremo a consolarle noi, se saranno passabili.
Seduto intanto su l’immenso trono starà l’ultimo Giudice ed uscirà da la sua bocca il tuono e da’ suoi occhi il fulmine.
A ’l segnal degli angelici trombetti farem due schiere súbito. A la destra di Dio staran gli eletti, a la sinistra i reprobi.
Curvi sotto l’eterna onnipotenza, ne ’l silenzio terribile, attenderemo l’ultima sentenza e l’ultima giustizia.
Ma, sorridendo, un’anima sorella mi spingerà co ’l gomito... Emma bionda, sei tu? Come sei bella! Ma sei nuda... Vergognati!