Versos Italian Olindo Guerrini Canto III.

Italian poem

Canto III.

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C

E l’inverno? E le maschere? Te lo ricordi l’ultimo veglione, e il povero geranio che di freddo morì sul tuo balcone!

Ed i racconti eretici sovra i capricci de le nostre notti che misero lo scandalo ne la santa tribù de’ paolotti?

Care memorie! Tornano così lieti a quel tempo i miei pensieri! Eran parecchi secoli che stavo a la Certosa. E tu dov’eri?

Emma, perchè promettermi che non m’avresti abbandonato mai? Oh, laggiù ne ’l mio tumulo, povera donna, m’annoiavo sai!

Quanti, quanti cadaveri calaron giù ne la mia fossa muta, ed io povero scheletro, cercavo il tuo, ma non ci sei venuta.

Dimmi, sei morta in maschera cenando co’ gli amici in carnevale? Sei forse morta tisica in un autunno triste a l’ospedale?

Oh, se almeno t’avessero a ’l vecchio amico tuo sepolta accanto! Là nella terra fracida avevo freddo e m’annoiavo tanto!

Zitti! L’eterno Giudice urla da l’alto le parole estreme. Siam dannati. Rallegrati. Ecco, a l’inferno ci anderemo insieme.

Oh, non invidio gli angeli, perchè teco laggiù sarò felice. Vieni, mia bella! Il diavolo così brutto non è come si dice.