Versos Italian Olindo Guerrini III

Italian poem

III

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Numeri e palpi l’oro con la mano che liscia ed accarezza. La vista de ’l tesoro è la tua voluttà, la tua dolcezza

e chi sa da che fogna a le fauci de ’l reo scrigno è colato! Chi sa da qual vergogna con la fetida man l’hai razzolato.

Ma per chi l’ha raccolta la moneta non pute e non ha orecchi. L’usura non ascolta pianto di bimbi o gemito di vecchi.

L’onor de le fanciulle, il lavoro de i padri, il pan de i figli, tombe, talami, culle, ghermiscon tutto i tuoi rapaci artigli.

Che importa se il denaro fu salario di ladri o d’omicidi? È molto, e con l’avaro occhio a goder lo torni e gli sorridi.

Ma quando il tuo sorriso Mostra più il gaudio de ’l desìo satollo, ecco, a notte, improvviso, Satana viene che ti torce il collo.