Versos Italian Olindo Guerrini Morbus

Italian poem

Morbus

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Chi, quando il giorno muore, Ode, seguendo il Gange, La tortora che piange Sotto i roseti in fiore E, lungo l'acque stanche Specchio alle palme nere, Vede passar le schiere Delle pagode bianche,

Lento discerne ancora Fumar dal tardo fiume Il denso putridume Che in faccia al sol vapora, E galleggiar sull'onde Carogne omai disfatte Che l'acqua gialla sbatte Sulle fangose sponde.

Lungo i giuncheti pigri, Nido di serpi immani, Piangono i caimani E ruggono le tigri, Mentre nell'aria bassa Del crepuscolo torvo Gracchia sinistro il corvo Sazio di carne grassa.

Allor nel plumbeo cielo S'erge dall'acqua oscura D'un angiol la figura Chiusa da un fosco velo, E sale a poco a poco Sul livido orizzonte, Gocciando dalla fronte Sangue, veleno e fuoco.

Sale gigante e solo Dell'universo in faccia, Tende le negre braccia, Apre l'immenso volo.... Ah, invan chiudi le porte, Trista progenie d'Eva; Ecco, su te si leva L'angelo della morte!

E passa infaticato Sulle città fastose, Sovra le ville ascose, Sovra il castel merlato, Sul casolar che ride Di sue virtù contento.... Passa solenne e lento E dove passa, uccide.

Sul suo cammin, segnato Dai morti e dai morenti, Alto le umane genti Mandano un ululato. L'orror dell'ecatombe Fin la speranza scaccia E mancano le braccia Per iscavar le tombe...

Del cor premendo i moti, Sbarrando gli occhi tardi, Inchiodano i vegliardi Le bare dei nipoti; Col pianto sulle gote Le madri moribonde Piegan le teste bionde Sopra le culle vote.

Dubita l'uom che venga Il mondo all'ore estreme E guata in alto e teme Che il sole in ciel si spenga, Mentre gli grida il prete: «Guai nel gran giorno all'empio! »Portate l'oro al tempio, »Poichè doman morrete!»

Sul sacro limitare Cadono allor gli oranti, Lordan gli agonizzanti Le pietre dell'altare E pur la turba stolta Che ciecamente adora, Inginocchiata implora Iddio, che non l'ascolta.

Turba, che il vacuo gelo Della tua fede or tocchi, Muori, volgendo gli occhi Inutilmente al cielo. Alle pupille offese Il vero or si disserra: Non ti mentì la terra Quando per lei ti chiese,

Non ti giurò promesse D'un avvenir mal certo, Ma dal suo fianco aperto Ti germogliò la messe. Giovin, dell'odio invece, L'amor ti accese in seno, E per un giorno almeno Miglior di Dio ti fece.