Italian poem
XLII
Muore l’antico mondo e pur l’invade la ferocia d’un tempo e ancor minaccia. Ardono i fuochi e a fucinar le spade mancano ormai le braccia,
e i tardi vecchi, cui negli occhi ladri rosseggia un lampo di pensier cruenti, tolgon per forza ai baci delle madri i giovani fiorenti;
segnan le schiere e dicon loro: «Andate! Vil chi piangendo volge indietro il viso! Dateci sangue e vivi non tornate se non avete ucciso.»
Ma tra le schiere un fremito si sente, un sussurrar che cresce ad ora ad ora. Tutti appuntan lo sguardo all’orïente verso una nova aurora,
e aspettano così l’astro fatale, che le tenebre alfìn farà sparire; aspettan rutilante e trïonfale il sol dell’avvenire!