Italian poem
XLII
La sorgente cadea giù per la roccia, giù nel tremendo mare, a goccia a goccia, e il mar tremendo che le navi infrange, disse — che vuol da me costei che piange?
Io sono la tempesta e lo spavento! giungo dove finisce il firmamento. Io son l’immensità dell’orizzonte, che bisogno ho di te, povera fonte? —
E la fonte rispose al mar tremendo: — l’amara immensità non ti contendo, ma ti do quel che non sapresti avere: una goccia ti do che si può bere. —