Versos Italian Vittorio Betteloni Al Verso

Italian poem

Al Verso

by (1840–1910)

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O verso piccioletto, Aspide maledetto, Lo sai ch'io ti detesto, Perfido serpentello, Che come il tarlo infesto Mi trapani il cervello?

Benchè t'allinei dritto E immoto allor che scritto In pubblico tu appari, Angue non c'è che pari A te i disgiunti anelli Dimeni, e si ribelli,

E si contorca pria Che tu sul foglio a viva Forza confitto sia. Ma tu sei forte e bello, O verso o serpentello, Che adesso io malediva.

Io ti detesto e t'amo: Ora di te vorrei Disfarmi, ora in delirio D'amor t'invoco e chiamo. Tu a un tempo il mio martirio, E la mia gioia sei.

A chi ti scalda in seno Come al villan succede, Tu lo ferisci al cuore. E se però non muore, Pur contro il tuo veleno Invan rimedio chiede.

Ma chi alle forme belle Soltanto e all'apparenze Ti giudica, il perverso Umor, le renitenze Dell'indol tua ribelle Ignora, o picciol verso.

Quando pel mondo il nido Tu lasci ove nascesti, O vago serpe infido, Di molle musco odori, E delle gemme vesti Gli splendidi colori;

E vellicando i sensi Col morso tuo sottile. Metti nel sen gli intensi Affetti ed il gentile Filtro nel sangue infondi Dei sogni tuoi giocondi.

Ma noi che tanta parte Gittiam di nostra vita Per educarti a questa Grande e difficil arte, Che all'uom fa men molesta La via trita e ritrita;

Noi, maledetto verso, Ti conosciamo a fondo, Vediam siccome in terso Vetro ogni tuo difetto, Che non discerne il mondo, O verso maledetto.

Io notte e dì mi vengo Accapigliando teco; Ma la fatica spreco; Piegarti al mio pensiero Assai di rado ottengo, O indocil serpe altero.

Pullula il mio cervello D'un popolo di larve, Ma come a te le affido, O picciol verso infido, L'illusione sparve, Esso non è più quello.

Però di te m'offendo Spesso e ti faccio in brani Colle mie stesse mani. Ahimè, nè forse intendo Che solo il vizio ond'io T'accuso è vizio mio.

La scimmia un dì si scorse Dentro lo specchio, e offesa Di sua bruttezza resa Da quello, su vi corse E il ruppe al tempo istesso, Quasi colpevol esso

Fosse se brutta ell'era. Ad un egual maniera Cadon gli sdegni miei Su te verso innocente, Che sol d'un impotente Estro lo specchio sei.