Italian poem
La Strada
by Vittorio Betteloni (1840–1910)
Non c'è che dire, un'eccellente strada: La migliore ch'io m'abbia conosciuta; Chi su ci va, gli par che in letto vada, Tanto è piana, ben fatta e ben tenuta.
D'ambo le parti un'irta siepe e bianca Per molta polve la costeggia, e il piano Oltre quella s'estende a ritta e a manca Triste a veder da presso e da lontano.
Nè una casa per via, che a sè comunque L'occhio richiami, per gran tratto appare: Solitudine siede intorno ovunque: Ciò è seccante davvero a lungo andare.
Ecco, o eccellente strada, o al passeggiere Comodissima strada e ben costrutta, S'io t'ho a dir veramente il mio parere, O bella strada mia, tu sei pur brutta!
Sovente in orlo alla deserta via Sorge una croce e reca triste avviso, Ch'ivi un fatto di sangue si compia, Ch'ivi talun fu derubato e ucciso.
Penso: se a me seguisse un caso eguale! Non dirò ucciso, ma se almen foss'io Quivi aggredito! È certo; o bene o male Scosso assai ne sarebbe il tedio mio.
Ma non c'è dubbio; or son le vie sicure; Io ben so che nei ladri non ci casco; Io di false, romantiche paure, Di liceale poesia mi pasco.
Torniamo al sodo; io realista sono. Cuoce la cena a casa mia. La moglie Piacente, ed ambo i rosei bimbi sono Stanchi già d'aspettarmi in sulle soglie.
Ed io sto a far per via con sì bel gusto Il poeta romantico! e le reni Al cavallo non frusto e non rifrusto, Perchè fra i cari miei tosto mi meni!